A partire da questa estate, la UE ha regolamentato la produzione, la distribuzione e l’acquisto di latte “abbronzato”, ovvero trattato con raggi ultravioletti (i cosiddetti raggi UV).
Questo genere di latte entra così a far parte di quella lista di prodotti che vengono definiti come “novel food”, cioè cibi che possono essere consumati senza rischi per la salute (tra questi anche le alghe, estratto di corteccia di magnolia, ecc).
La richiesta era stata inoltrata da un’azienda irlandese. Irradiare il latte con raggi UV apporterebbe molti benefici: in primo luogo, va ricordato che gli ultravioletti uccidono i batteri, e questo, insieme alla pastorizzazione, allunga i tempi di conservazione del prodotto.
Poi c’è l’importantissimo aspetto nutrizionale. Si riproduce lo stesso effetto che hanno i raggi solari sul nostro corpo quando ne veniamo irradiati: il latte, al termine del processo, presenta una quantitа sensibilmente più alta di vitamina D3; fondamentale soprattutto per bambini e anziani che necessitano di questa vitamina per implementare l’assorbimento del calcio a livello gastrointestinale.
Con questo trattamento autorizzato dall’Unione Europea, viene superata anche una controindicazione del processo a raggi UV: la modifica del sapore, che era causata dall’ossidazione di alcune sostanze del latte. Ma con un solo ciclo di “lampade” ad alta intensitа la vitamina D3 viene rapidamente portata ai livelli desiderati, e il sapore resta praticamente identico.
Il latte ai raggi ultravioletti è, quindi, sicuro ma anche buonissimo!