Conosciuto anche con il nome di ravanello giapponese, si tratta di un antichissimo condimento nipponico che appartiene alla stessa famiglia di ravanello, cavolo, rafano e senape.Dal rizoma (rigonfiamento del fusto della pianta) si ottiene una pasta dal colore verde vivo, usata nella cucina giapponese soprattutto per accompagnare il pesce crudo.
La sua piccantezza è rinomata, tanto che viene soprannominato anche namida, ossia “lacrime”, perchè se usato in grosse quantitа può far piangere!
Questo alimento ha destato una fortissima attenzione, ma non per i suoi aspetti culinari; due in particolare gli usi per cui la ricerca si sta muovendo: sviluppare antidolorifici più efficienti e creare un allarme per non udenti.
Come antidolorifico, l’University of California di San Francisco ha svelato la struttura del recettore del wasabi, proteina posta sulla superficie cellulare che sarebbe responsabile della percezione del dolore. Ne consegue che si sta mettendo a punto un sistema per cui il wasabi possa inibire questo recettore e, di conseguenza, annullare la percezione dolorosa.
I recettori del wasabi sono altamente concentrati nei condotti nasali: anche solo un soffio di isotiocianato di allile (composto dello zolfo presente nel wasabi come nella senape) risveglia da sonni profondi! Per questo una compagnia di Tokyo è stata in grado di produrre e distribuire un allarme antincendio al wasabi destinato a non udenti.
Incredibili utilizzi per un prodotto tanto diffuso nella cultura culinaria giapponese!